Uno spazio per chiarire la richiesta e orientarsi verso un aiuto appropriato

Disturbi di personalità: valutazione e sostegno psicologico

Difficoltà persistenti nel rapporto con te stesso e con gli altri meritano ascolto e attenzione. Puoi chiedere un primo confronto anche senza una diagnosi, per comprendere la situazione e individuare il percorso più adatto.

Donna con maglione chiaro seduta su una poltrona verde accanto a una finestra

Da dove può partire la richiesta

Potresti aver ricevuto una diagnosi e voler capire come orientarti. Oppure potresti essere preoccupato per rapporti che diventano ripetutamente conflittuali, reazioni che non riesci a comprendere o una difficoltà nel dare continuità alle tue scelte. Non occorre stabilire da solo che si tratti di un disturbo di personalità.

La prima domanda può essere semplice: «Mi succede questa cosa e vorrei parlarne». Un confronto permette di chiarire il problema per il quale cerchi aiuto e di valutare i passi successivi. Per una spiegazione generale del tema puoi leggere l’articolo Disturbi di personalità: cosa sono e quando chiedere aiuto.

Che cosa portare al primo colloquio

Non devi preparare una ricostruzione perfetta della tua vita. Può essere utile scegliere un episodio recente e raccontare che cosa è accaduto, come ti sei sentito e quali conseguenze hai notato. Aggiungi ciò che vorresti riuscire a fare diversamente.

Se hai già una valutazione o segui un percorso, puoi segnalarlo e concordare quali informazioni siano utili. Il nuovo contatto non implica interrompere cure o rapporti professionali in corso. Puoi anche chiarire fin dall’inizio quali aspettative hai e quali aspetti del colloquio ti preoccupano.

Il ruolo della psicologa e gli eventuali invii

La Dott.ssa Teresa Maria D’Amico è psicologa. Una richiesta può essere accolta per comprendere le difficoltà e valutare il sostegno psicologico appropriato, senza promettere in anticipo che un unico tipo di consulenza risponda a ogni bisogno.

Gli obiettivi da discutere possono riguardare, per esempio, il modo di comunicare un disagio, riconoscere le situazioni che diventano difficili o orientarsi dopo una diagnosi. Sono possibilità da valutare insieme, non un programma standard né una garanzia di risultato.

Se emerge l’indicazione a un trattamento psicoterapeutico, a una valutazione psichiatrica o a una presa in carico presso un servizio di salute mentale, il percorso va orientato verso professionisti e servizi appropriati. Per il disturbo borderline, le indicazioni NICE sottolineano il valore di interventi strutturati e del coordinamento della cura: una consulenza occasionale non va presentata come equivalente a tale trattamento. [1]

Online o in studio: una scelta da valutare

Puoi indicare se preferisci un incontro a distanza o nello studio di Trapani. La modalità deve essere adeguata alla richiesta; prima di iniziare è utile chiarire come si svolgeranno i colloqui, con quali obiettivi e limiti.

Le modalità di consulenza disponibili e le tariffe sono consultabili sul sito. La richiesta iniziale di informazioni è gratuita; le consulenze professionali sono a pagamento. Per problemi urgenti o un pericolo immediato occorrono i servizi di emergenza: il sito non offre assistenza continuativa 24 ore su 24.

Se la difficoltà riguarda una persona cara

Puoi chiedere sostegno per come stai vivendo la relazione, anche quando l’altra persona non vuole partecipare. Il lavoro riguarda la tua esperienza e le scelte che puoi fare, non una diagnosi a distanza del partner o del familiare.

Per esempio, puoi voler capire come proporre un confronto, esprimere una necessità o mettere un limite senza trasformare ogni conversazione in un’accusa. Il rispetto della sofferenza dell’altro e la protezione dei tuoi bisogni devono trovare spazio insieme.

Domande frequenti sul percorso

Posso chiedere un colloquio se non ho una diagnosi?

Sì. Puoi descrivere ciò che ti preoccupa, gli episodi che si ripetono e che cosa vorresti cambiare. Non è necessario presentarti con una spiegazione già pronta.

Che cosa dovrei raccontare nella richiesta iniziale?

È sufficiente una breve descrizione del motivo del contatto e della modalità di colloquio desiderata. Eventuali informazioni cliniche e documenti possono essere discussi successivamente, concordando come condividerli in modo riservato.

Il sostegno psicologico sostituisce un trattamento specialistico?

Non automaticamente. Si valuta quale intervento risponde ai bisogni della persona. Se occorre una psicoterapia o una valutazione psichiatrica, viene indicato un professionista abilitato o un servizio appropriato.

Posso chiedere aiuto per le difficoltà con un familiare?

Sì, puoi chiedere un confronto sul tuo vissuto, sulla comunicazione e sui limiti che vuoi proteggere. Non è possibile formulare una diagnosi del familiare soltanto attraverso il tuo racconto.

Posso scegliere un colloquio online?

Puoi indicare questa preferenza. L’adeguatezza della modalità online viene valutata rispetto alla richiesta e alla situazione, senza presumere che ogni bisogno possa essere affrontato a distanza.

Fonti informative

Pagina di orientamento, non sostituisce una valutazione individuale. Immagine illustrativa generata: non rappresenta una paziente né una diagnosi. Fonte consultata il 7 novembre 2026.

  1. NICE – Borderline personality disorder: recognition and management, organizzazione del percorso e trattamento psicologico

Contenuto informativo della Dott.ssa Teresa Maria D’Amico
Psicologa, iscritta alla sezione A dell’Albo degli Psicologi della Regione Siciliana n. 5054. Consulenze psicologiche online e in studio dal 2009.

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